Mnemosline, occhiali tecnologici per aiutare la memoria

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    occhiali Mnemosline

    Tenete a mente il nome di Mnemosline, perché questo è un occhiale davvero rivoluzionario. Non serve a proteggere il nostro sguardo dai raggi violenti del sole, né tantomeno dagli occhi indiscreti dei passanti. E non è nemmeno utile per rinforzare una vista indebolita da malattie oculistiche o dal tempo che passa. In realtà il suo rinforzo serve a ben altro: si tratta, infatti, di un paio di occhiali in grado di potenziare notevolmente la nostra memoria. Non è fantascienza, ma una realtà che è stata realizzata in Italia dopo dieci lunghissimi anni di duro lavoro.

    Dopo gli occhiali iper tecnologici di Google, che promettono di non farci perdere in giro per il mondo e di rimanere sempre connessi con i nostri amici e con i social network, ecco che ora dalla medicina arriva un nuovo ritrovato davvero interessante, un occhiale che è in grado di stimolare le onde alfa del nostro cervello per potenziarne la memoria.

    Il rivoluzionario modello di occhiale, che è stato chiamato Mnemosline, è stato ideato da Francesco Ferro Milone, 85enne di Vicenza, ex primario di neurologia, insieme al collega Adolfo Porro, ex primario di geriatria. La montatura ci propone non delle lenti, ma due led a luce rossa che tramite alcuni impulsi luminosi sono in grado di aumentare l’attività delle onde alfa. Facilitando il lavoro della nostra memoria.

    Da quando siamo in pensione facciamo volontariato nei centri per gli anziani e cerchiamo un modo per rallentare l’invecchiamento mentale“, questo il commento dei due studiosi, che hanno avuto un’idea brillante, un progetto che stanno studiando anche all’Università di Oxford: “Loro però si sono concentrati sugli effetti immediati, noi su quelli a lungo termine. Entrambi abbiamo usato impulsi luminosi con frequenza sui 10 Hertz, che corrisponde alle onde alfa di una persona media. Negli anziani questa frequenza rallenta progressivamente; l’uso di Mnemosline, che trasmette segnali luminosi a frequenza sempre più alta, fino a 13 Hertz, con il tempo riesce a “trascinare” le onde alfa, riportandole a livelli migliori. L’abbiamo sperimentato su 200 volontari anziani. Dopo 5 anni, il 60 per cento aveva più memoria operativa e meno depressione, misurate con test psicologici, e una maggiore ampiezza e regolarità delle onde alfa, mentre il 40 per cento era rimasto stabile. I 200 del gruppo di controllo, invece, hanno avuto un peggioramento“.

    Questi particolari occhiali, ovviamente, non saranno in vendita nei negozi, ma disponibili in alcuni centri della memoria gestiti dalle Asl: con una terapia della durata di almeno sei mesi, con applicazioni di due volte al giorno per una decina di minuti, i due medici promettono risultati in grado di durare nel tempo. Insomma, una vera e propria rivoluzione, in un semplice paio di occhiali!